HEP ALIEN CLUB | COMIDA CON… GRAN TORINO

Dopo l’uscita del singolo “Abbracciami” abbiamo chiesto ai Gran Torino di parlarci del loro nuovo progetto:

Il vostro nuovo singolo, “Abbracciami”, apre le porte al vostro secondo album. Cosa dobbiamo aspettarci rispetto al primo?

 °° Sicuramente troverete un’apertura a sonorità elettroniche e sintetiche con testi e melodie più ricercate. °°

Nel singolo torna forte il sentimento, il non riuscire a tenerci stretto chi amiamo: quanto conta per voi?

°° Tutto ciò che scriviamo deve servire non solo per esprimere un concetto ma anche per ricordarlo. Indubbiamente per noi é una cosa importantissima non perdere il contatto con chi amiamo. °°

Il videoclip è stato realizzato in collaborazione con lo Street Style Studio, con cui avevate già collaborato per “Che fine vuoi?”. Com’è nata l’idea di questo nuovo video?

 °° Il video é stato completamente pensato e realizzato dai ragazzi di Street Style Studio, hanno interpretato il brano e messo in evidenza il concetto principale giocando su quello che ogni persona non riesce a dimostrare esternamente, mentre internamente avrebbe tanto da dare. °°


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HEP ALIEN CLUB | COMIDA CON … IL DUBBIO

Dopo l’uscita del loro disco d’esordio “Evoluzione” , anticipato dal singolo “Conto i passi“, abbiamo chiesto alla band qualche dettaglio in più:

“Evoluzione” è un viaggio “di sfogo” che porta alla riscoperta delle cose semplici. Da dove nasce l’idea?

L’idea nasce dalla volontà di raccontare qualcosa, un’emozione, un sentimento o semplicemente una storia che porti, appunto, alla riscoperta delle piccole cose, dei valori ormai perduti…

Nel singolo “Conto i passi” è forte l’idea della libertà (aspetto di alzarmi in volo) da cosa pensate dovremmo liberarci veramente?

Da tanti pregiudizi, da tante cose che ormai facciamo in automatico ed inconsapevoli di essere guidati da qualcosa che spesso è l’abitudine.

Nel disco si parla infatti anche molto di pregiudizio e solitudine: come vi ci rapportate?

Nella vita a volte si cerca la solitudine altre volte la si evita disperatamente, è un sentimento contrastante con cui bisogna conviverci… Ai nostri tempi si sono fatti molti passi avanti per combattere il pregiudizio, il risultato è stato solo trasformarlo, trasportarlo parzialmente su altro. A mio parere per certi versi è anche più diffuso… ed è alimentato principalmente da paura ed ignoranza.

Le vostre sonorità sono decisamente moderne e fuori dagli schemi, a cosa (o a chi) vi ispirate?

Grazie innanzitutto per il complimento: significa che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era proprio quello di creare qualcosa di innovativo. Le ispirazioni sono molteplici ed ogni elemento che suona nella band apporta il suo contributo per questo scopo. Amiamo gli Offlaga Disco Pax e i Massimo Volume (e forse su qualche brano si sente…) così come gli Afterhours, Cosmo, Brunori Sas, i Daft Punk, i Tool…

HEP ALIEN CLUB | GRAN TORINO: ABBRACCIAMI

Gran Torino – “Abbracciami” è il nuovo singolo che anticipa il secondo album della band

In un mondo che gira frenetico, i Gran Torino ci ricordano limportanza di un abbraccio

A pochi mesi dall’uscita di “Che fine vuoi?“, brano che ha inaugurato il nuovo percorso artistico dei Gran Torino, la band bolognese torna con un nuovo singolo e videoclip, “Abbracciami“, importante conferma per Daniele Berni (voce e batteria) e Marco Paradisi (chitarre, basso) dopo gli apprezzamenti ricevuti con l’album d’esordio, “Albero e Terra“. 

L’apporto innovativo dell’elettronica, delicata eppure incisiva all’interno dei solchi scavati nel rock passionale dei Gran Torino, dà vita ad un nuovo brano travolgente e potente… come un abbraccio.

La band spiega così il brano:

«”Abbracciami” ci ricorda come troppo spesso tutto ciò che diamo per scontato riesce a sorprenderci. Nel bene e nel male.

E a volte ci sorprende l’incapacità di riuscire a tenerci stretto chi più amiamo, di cui restano alla fine solo i ricordi…».



Il videoclip, completamente pensato e realizzato da Street Style Studio, con cui la band ha già lavorato per il videoclip di “Che fine vuoi?“, è una danza di immagini intima ed introspettiva e descrive, con linguaggi e metalinguaggi artistici diversi, la potenza di un abbraccio tra anime che si attraggono vorticosamente.

Qui il video:

*

CREDITS:

Location:
Piazza di Porta San Felice – Bologna

Interpreti:
Isidora Balberini
Niko Stasi

Produzione video:
http://www.streetstylestudio.com

Regia e script:
Debora Sforzini

Direzione della fotografia e Color Grading:
Daniele Poli

MUA:
La Fleur Make Up

Link utili:

FB – https://www.facebook.com/GRANTORINOMUSIC/

INSTAhttps://instagram.com/gran_torino_bologna

TWhttps://twitter.com/GranTorino0001 

YT – https://www.youtube.com/channel/UCG3tbNHK9EQrP-roYvwtzCg

HEP ALIEN CLUB| IL DUBBIO: EVOLUZIONE

Poesia e rabbia. In queste due parole si racchiude l’essenza di “Evoluzione”, il disco d’esordio de Il DUbbio, progetto pugliese nato per l’urgenza di comunicare svincolandosi da barriere e imposizioni.

Evoluzione” nasce come un concept che parla di un cammino in una villa disabitata. Si incomincia con l’intro strumentale, “Garden” (il giardino della villa), e man mano ci si inoltra tra i corridoi e le varie stanze, ognuna impregnata di un ricordo, per poi infine trovare l’uscita con un “Sorriso”, ultima traccia dell’album.

Le basi nascono dalle improvvisazioni in sala prove, sfruttano la tecnologia più moderna e la piegano al volere della parola che su quelle basi si adagia producendo un flusso di pensieri libero e viscerale. Se le canzoni de Il DUbbio fossero un’immagine si potrebbe pensare proprio ad un piccolo foro liberatorio creato dalla pressione dell’acqua nell’artificiale muraglia di una diga: da quel foro l’acqua, potente e incontenibile, sgorga fluttuante fino a valle, portando distruzione per ciò che è effimero ma permettendo anche di ripartire finalmente da zero, per “capire la serenità delle piccole cose”, come recita un verso di “Conto i passi”, primo singolo estratto, di cui è disponibile anche un videoclip realizzato da Domenico Velletri:

Nei testi de Il DUbbio si parla di libertà (“…e aspetto di alzarmi in volo, e allora sarò libero”, sempre da “Conto i passi”), di radici e di verità (“Cerca le radici e cerca la verità” da “Radici”), di paura del futuro (soprattutto nella commovente “Vecchio cinema”), delle varie sfumature del senso di “Evoluzione”, di solitudine per la fredda virtualità dei rapporti sociali e di altri argomenti “scomodi” ma su cui è necessario fermarsi a riflettere e soprattutto attendere prima di giudicare: “concedi il dubbio” (da “L’asta”).

Il DUbbio è un progetto di Niko Lotti (già membro de Il Demone Meschino e La Musa) che si avvale della partecipazioni di artisti con cui collabora ormai da anni, quali Gianfranco “Mode-G” Chieppa (alle voci e alle percussioni) e Fabio Lotti (alle chitarre).

Qui è possibile ascoltare e scaricare “Evoluzione”:

https://ildubbio.bandcamp.com/releases

Link utili:

Pagina FB: https://www.facebook.com/IlDUbbioMusic/

Canale YT: https://www.youtube.com/channel/UCfYko3HSxTNOrZ2gNzEekzA

Bandcamp: https://ildubbio.bandcamp.com

HEP ALIEN CLUB | UN’ALTRA MUSICA E L’ANNO CHE VERRA’- ARAU

Presentazione del progetto “Un’altra musica”

e l’originalità delle cover secondo Arau

LINK: https://www.youtube.com/watch?v=gVkTWbT-sP0

La smania dell’inedito ad ogni costo o, meglio ancora, la svalutazione – in senso artistico – dell’importanza delle rivisitazioni di brani di altri artisti (leggi: cover), è una consuetudine del nuovo millennio. Nei decenni scorsi, infatti, tanti artisti si sono pregevolmente confrontati con brani di altri colleghi, rileggendoli, personalizzandoli e a volte stravolgendoli completamente, secondo il proprio stile. Giusto per fare alcuni esempi, Torn di Natalie Imbruglia è un riadattamento del brano originale degli Ednswap, Altamarea di Venditti è una cover in italiano di Don’t dream it’s over di Neil Finn, I will always love you di Whitney Houston in originale era un brano degli anni ’70 di Dolly Parton, Tainted Love, nota nella versione di Marilyn Manson, originariamente non era un brano dei Soft Cell, come spesso si crede erroneamente, che ne hanno solo fatto un’ulteriore rinomata cover, bensì di Gloria Jones, incisa negli anni ’60. E proprio negli anni ’60 e nel decennio successivo ci sono state innumerevoli cover portate ad alti livelli, soprattutto traduzioni italiane di pezzi stranieri, che circolavano e circolano ancora oggi nelle discografie dei più noti cantanti e gruppi di ogni genere.

Non è questa la sede per approfondire la storia delle cover, ma il punto è che confrontarsi in maniera costruttiva con ciò che è stato creato da altri, per rinfrescare gli intenti, valorizzare gli spunti e assimilare le emozioni che questi artisti hanno saputo provocare, riproponendole poi secondo il proprio personale sentire, ovvero non in maniera agiografica ma creativamente secondo il proprio stile, è una prassi sana, che permette a tutti gli artisti di poter accrescere il proprio livello e affinare il proprio talento.

Diverso è il discorso delle tribute band e cover band, che si occupano solo e soltanto di brani di altri artisti e quindi sono un prodotto dello showbiz piuttosto che artistico, fedeli ai loro stessi intenti meramente fotocopiativi e ben poco originali; ma questa è un’altra storia.

Affiancare, invece, la propria attività di autore e cantautore ad un rispettoso confronto con altri artisti e con canzoni non scritte di propria mano, può essere decisamente interessante e stimolante; e proprio partendo da questo concetto il cantautore Arau, dopo essersi fatto apprezzare grazie ai suoi brani inediti, ha deciso di proporre un nuovo progetto interamente dedicato a brani storici di cantautori italiani, riletti con il suo particolare stile e con la sua chitarra Slide Weissenborn da ginocchia.

Per inaugurare questo progetto, come si inaugura un nuovo anno, Arau ha scelto di partire con l’iconico “L’anno che verrà”, dell’immenso Lucio Dalla, che il nostro ha riarrangiato e reinterpretato, presentando il lavoro attraverso un vero e proprio cortometraggio, intitolato “Un’altra musica”, girato nella storica trattoria “da Vito” di Bologna.

Nei prossimi mesi altre personali rivisitazioni arricchiranno la produzione e troveranno il loro naturale punto d’arrivo in un prodotto finale che le conterrà tutte e darà un’ulteriore conferma tanto del raffinato talento di Arau quanto del fatto che ancora oggi è possibile rileggere in maniera personale i grandi successi dei cantautori italiani del passato, creando un progetto interessante che ben poco ha ormai a che fare con la semplice parola “cover” e che invece tanto riesce ad aggiungere ad un discorso artistico generale sulla musica italiana e le sue infinite possibili reinterpretazioni.

Link utili:

Sito web ufficiale – www.arau.it

Pagina facebook – https://www.facebook.com/ArauMusic

 

L’anno che verrà”: un augurio per il nuovo anno con Dalla e con Arau

Arau-L'ANNO CHE VERRA'_SINGOLOweb

Dopo l’uscita del cortometraggio “Un’altra musica”, in cui il cantautore Arau ha incarnato uno dei tanti artisti che negli anni, con la speranza di trovare ascoltatori per la propria musica, si sono ritrovati a ripercorrere le strade già percorse dai loro miti del passato (e che potete rivedere tramite questo link: https://youtu.be/gVkTWbT-sP0) esce oggi ufficialmente il singolo “L’anno che verrà”, eseguito dal vivo nel cortometraggio.

Il brano non è una semplice cover ma è la personale rivisitazione che il musicista sardo ha fatto del capolavoro di Lucio Dalla in compagnia della sua fedele chitarra Slide Weissenborn da ginocchia, ormai marchio di fabbrica della musica di Arau.

Trovate il singolo qui:

Spotify

https://open.spotify.com/track/3ZWDanXR4k02OR3sdwAE9C

iTunes

http://itunes.apple.com/album/id1446800082?ls=1&app=itunes

Deezer

http://www.deezer.com/album/81914322

L’anno che verrà” nell’originale versione di Arau è inoltre disponibile in tutti i maggiori store musicali (Youtube, Amazon, Google Play, Napster, Shazam e molti altri).

Credits:

Riadattamento musicale de “L’anno che verrà” (L. Dalla) scritta da Arau

Registrato al Boat Studio di Marco Paradisi (www.boatstudio.it)

Voce, slide weissenborn: Arau

Basso: Marco Paradisi

Piano elettrico: Dennis Borgatti

Batteria: Daniele Berni

Prodotto da Arau

Link utili:

Sito web ufficiale – www.arau.it 

Pagina facebook – https://www.facebook.com/ArauMusic

 

HEP ALIEN CLUB | PROJECT -TO : IRO

IRO, il terzo album di Project-TO

Dopo le esplorazioni big beat / techno-ambient del fortunato esordio “The White Side, The Black Side” (2016) e la dichiarazione d’appartenenza al lato oscuro del successivo “Black Revised” (2017) saturo di sintetizzatori e toni scuri, il collettivo elettronico torinese torna con un lavoro dedicato all’haiku, antico componimento poetico giapponese: un connubio di elementi vocali, derive sempre più sperimentali e contaminazioni noise per alimentare il processo di evoluzione e guardare verso nuovi, inesplorati orizzonti sonori.

Genere: electronic / noise / experimental

Label and distribution: Machiavelli Music Publishing & Gravity Records

Streaming 

https://soundcloud.com/user-214843324/sets/project-to-iro/s-mVe8Y

Il collettivo torinese Project-TO composto da Riccardo Mazza e Laura Pol, dopo aver esplorato con il fortunato doppio album di debutto nel 2016 The White Side, The Black Side la dualitá tra uno stile più aperto dai suoni Big Beat in stile Chemical Brothers (The White Side) ed un mood più techno-ambient (The Black Side), e dopo aver dichiarato nel 2017 con l’ album Black Revised la propria appartenenza al lato oscuro producendo un album in vinile dai toni scuri, elettronici, con massiccio uso di sintetizzatori, torna con il suo terzo lavoro IRO.

L’album ed il nuovo live audio-visual sono stati presentati in anteprima l’11 ottobre da Seeyousound International Music Film Experience (www.seeyousound.org) in occasione dell’evento inaugurale di Torino Graphic Days, il festival internazionale dedicato al visual design (http://www.graphicdays.it/).

IRO in giapponese significa “colore” e le tracce che compongono l’album, che sono 6 come in ogni pubblicazione di Project-TO, una sorta di numero simbolico, introducono l’elemento vocale attraverso la lingua giapponese. Dopo la scelta del bianco e nero degli album precedenti che sono solo strumentali, è la voce che rappresenta la svolta cromatica. Il tempo è pulsante sempre scandito da una cassa profonda e martellante, mentre i suoni sono più sperimentali e si evolvono continuamente sintetizzandosi con le voci per trasformarsi in puro noise di cui si possono trovare riferimenti stilistici negli ultimi lavori di Alva NotoBjorkAndy StottBeytone.

Prodotto e registrato a Torino nei nuovi Experimental Studios di Riccardo Mazza, tra i più tecnologicamente avanzati in Europa per la musica sperimentale ed elettronica, IRO ha come ispirazione l’haiku, componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo.

Tra le riflessioni che Roland Barthes ha scritto nel suo libro “L’impero dei segnilhaiku non è un pensiero ricco ridotto ad una forma breve, ma un evento breve che trova tutt’a un tratto la sua forma esatta; ha la purezza, la sfericità e il vuoto stesso d’una nota musicale.

Ogni traccia del disco è dedicata ad un haiku differente dove il tema delle stagioni è caratterizzato da almeno una parola che le rappresenta e dalla quale parte una ricerca anche sulla musicalità del verso. L’essenzialità pura di questi poemi, che esprimono concetti ed immagini che rimandano alla natura e i rovesciamenti semantici che permettono un salto dell’immaginazione tra idee e immagini apparentemente distanti, è l’ispirazione anche del lavoro di Laura Pol che, contaminando fotografia e video, crea un linguaggio che è parte integrante, come per i due album precedenti, del progetto per il nuovo live audio-visual di Project-TO.

Come le precedenti pubblicazioni, IRO è edito da Machiavelli Music Publishing e distribuito da Gravity Records in CD e vinile 12″ in tiratura numerata limita.

Info www.project-to.com

Fanpage https://www.facebook.com/projectto

Live https://www.youtube.com/watch?v=XmnVdXkzIvQ

Bio

Project-To nasce nel 2015 da unidea di Riccardo Mazza (compositore, docente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale) e la fotografa e videomaker Laura Pol autrice di numerosi lavori in ambito artistico, culturale e museale.

E’ un progetto di musica elettronica e visual che si sviluppa dallinterazione di elementi elettronici sonori originali con elementi visivi, entrambi eseguiti in tempo reale durante il live set. Un progetto in continua evoluzione che trasforma lo spazio in cui vive, generando performance differenti ad ogni esibizione.

Foto

Contatti

antipop.project@gmail.com

www.facebook.com/BlobAgency

Frank Lavorino 3396038451

HEP ALIEN CLUB | ALESSANDRO ORLANDO GRAZIANO: VOYAGE EXTRAORDINAIRES

Alessandro Orlando Graziano

Voyages Extraordinaires

Il tempo e il suo scorrere, la soggettività che noi esercitiamo su di essi sono tra le principali tematiche del raffinato cantautore romano il quale, a coronamento di 20 anni di musica, realizza un doppio album ricco di ospiti prestigiosi (tra cui Sandra Milo e Ivan Cattaneo), che mette in evidenza qualità poetiche sposate da una vocalità espressiva e inconfondibile.

Genere: Pop d’autore

Label: Paradigma Music

Release Date: 5.11.18

Spotify https://open.spotify.com/album/0ZqBSqktJa1AGG4ARxbfsr

Alessandro Orlando Graziano, raffinato cantautore romano con due decenni di carriera alle spalle, torna sulle scene con un nuovo album dal titolo Voyages Extraordinaires, un lavoro che, ispirato nell’estetica agli avanguardistici libri ottocenteschi di Jules Verne, si sviluppa su due distinti capitoli:

VOLUME I°

Un live studio recording registrato in presa diretta da Davide Alivernini al PLAYREC studio, accompagnato da musicisti di altissimo livello, Daniele De Seta (chitarra), Gianluca Giannasso (ritmiche), Claudio Stasi( pianoforte) e Alessandra Macaluso (oboe), l’artista ripercorre le tappe del suo percorso in maniera essenziale, scarna, naturalmente imperfetta come a valorizzare l’energia irripetibile e non modificabile di un concerto. Nella tracklist si spazia dai suo brani d’esordio come “Nella valle della distrazione “o “Da due ore non ti amo più” alla personale versione di “Da lontano” scritta con Antonella Ruggiero e Roberto Colombo, canzone che la cantante ligure eseguì nel festival di Sanremo 2014.

VOLUME II°

Quinto album di inediti di Alessandro Orlando Graziano, lavoro nel quale regna la parola d’ordine “trasversalità” ma anche “libertà creativa”.

Molti gli ospiti di spicco, tra questi una spumeggiante Sandra Milo in un recitativo sognante nel secondo singolo estratto La fotogenia:

Tempo che impolveri le cose immobili
e che consumi i corpi vivi
insegni ad indossar se stessi
a interpretarsi senza eccessi
negli specchietti e nella fotogenia
dei vecchi tempi

Solo una vera ed ironica Diva come Sandra Milo avrebbe potuto accettare la follia di recitare in un brano come La fotogenia, omaggio alla bellezza sfacciata, alle star che scaramanticamente cercano un riflettore per una posa per l’eternità. La fotogenia rimanda, con incalzare post moderno, a riflessioni sarcastiche sul bello, sulla caducità e sull’apparirle effimero dei miti reali e presunti.

In questa traccia Alessandro Orlando Graziano si serve di tastiere vintage e ritmiche minimali per esaltare le vocalità che si rincorrono giocosamente nella canzone. Il brano è prodotto con Roberto Cola (alla batteria Dario Esposito) e il relativo videoclip (realizzato dagli ILLOGICA) saltella in atmosfere fine anni 70 inizi 80, e fa colloquiare modelle démodé con la Venere di Botticelli.

iTunes https://itunes.apple.com/it/album/voyages-extraordinaires-vol-i-vol-ii/1440263083

E ancora, grandi cantautori come Rosario Di Bella o Ivan Cattaneo, voci uniche come Barbara Eramo o Attilio Fontana, dj compositori come Dario inglese, artisti poliedrici come H.E.R.Diana Tejera o Fabio Cinti e, per la prima volta in una collaborazione generazionale a tre (madre, figlia e nipote), la grande Antonella Lualdi, l’attrice cult Antonella Interlenghi e la cantautrice Beatrice Sanjust in una canzone che esalta la bellezza della vita in tutte le sue età: “Voyages Extraordinaires” brano che presenta il contributo letterario di Alessandro Hellmann.

Registrato in larga parte al PIANO B di Roberto Cola, ma anche al LEA Studio di Diana Tejera e al PLAYREC studio di Davide Alivernini, questo secondo volume è una carrellata eterogenea di canzoni scritte da Graziano (tranne “Abito” di D.Tejera) dalle sonorità più distinte, passando in soluzione di continuità dall’elettronica vintage a suoni acustici; in questo divenire di incontri i brani diventano spunto di dialogo con le voci dal timbro inconfondibile, che volano con la voce peculiare di Alessandro, facendo un tratto di strada, di storia, di viaggio, di vita, perché, come canta Alessandro, la vita è un rischio da correre.

Alessandro Orlando Graziano

Cantautore, disegnatore, Videomake, nasce a Roma, frequenta l’Accademia di Belle Arti, fa l’ingresso nel mondo della musica con un album interamente scritto ed interpretato da lui, nel 1999 pubblica infatti per la Virgin Music Italy il singolo “Da due ore non ti amo più” e poi l’album “Nella valle della distrazione”.

Nel 2001 co-produce un album tributo alla cantautrice Rettore, interpretando una cupa nuova versione di “Splendido splendente”.

Nel 2006 anticipando di qualche anno le tendenze musicali, diffonde gratuitamente sulla sua piattaforma digitale il suo secondo album “Old Europe” accompagnato da un “self videoclip” pionieristico della canzone “Radio Interferenze” .

Dopo esperienze come autore e molti concerti, nel 2007 scrive e produce “Aeroplani ed angeli”, ultimo album della cantante Carla Boni. Nel 2011 esce “Aspettando la grandine”, raccolta di inediti, con la partecipazione di Alessandro Benvenuti. Collabora con Gianni Maroccolo partecipando al progetto “Debut”. Nel 2012 il trio italiano IL VOLO riprende ed esegue in una serie di concerti nel mondo la sua canzone “Magnificat” precedentemente scritta per l’album “Terra mia” di Gennaro Cosmo Parlato.

Nel 2014 Graziano è autore per Antonella Ruggiero nel Festival di Sanremo con il brano “Da lontano”; per l’artista forma anche “Il palpito di questa felicità” eseguito dalla Ruggiero in duetto con Elio e le Storie Tese nella trasmissione “Il musichione”.

Nel 2015 esce l’album “Onironautica”, un lavoro interamente registrato con l’ausilio di tastiere vintage, primo singolo estratto “Sono un fenomeno paranormale”.

Nel 2016 partecipa al disco tributo ad Ivan Cattaneo “Un tipo atipico” rielaborando “Pomodori da marte”, canzone del 1975.

www.alessandroorlandograziano.com

Contatti

antipop.project@gmail.com

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