A TU X TU CON…. CECILIA

Cecilia (Mariateresa Regazzoni all’anagrafe), dapprima produttrice musicale e poi artista, si presenta oggi con il primo estratto dal suo disco “Mari e Venti” dal titolo “23 dicembre” (il giorno in cui ha cominciato a lavorare al disco). Ha prodotto album di artisti come Dente e Ulan Bator… e come artista conta all’attivo cinque dischi con il gruppo Fusch! Seguite Cecilia da qui: https://www.facebook.com/Cecilia22122015/?fref=ts

  • Ma come nasce il progetto “Cecilia” ed il relativo album “Mari e Venti”?

Cecilia è nata per caso, con i Fusch! si era fermi, tanto che avevo deciso di lasciar perdere la musica per un po’, ma a un mese di fermo,  la notte  del  23 dicembre 2015, mi sono seduta alle tastiere, ho fatto un giro di note, mi piaceva quello che avevo fatto e ho cominciato a registrare la prima canzone, che ho chiamato appunto “23 dicembre” (uscito il 26 aprile come primo singolo dell’album). Questo disco per me è stato un viaggio bellissimo, mi ha fatto crescere,  mi sono sentita libera di esprimere tutto quello che sentivo e ho imparato a conoscere meglio i miei strumenti. “Mari e Venti” è lo scorrere di un filmato fatto di tanti altri piccoli filmati, frammenti di vita  tradotti in musica.

  • Perché la scelta di preservare l’identità fino ad oggi?

Forse perché avevo paura J No, scherzo, avevo semplicemente il timore che associando il mio nome a quello della Jestrai e ancor più a quello dei Verdena il mio lavoro avrebbe avuto magari più attenzione ma  l’interesse sarebbe andato oltre a quello che volevo trasmettere, poi certo mi sono anche chiesta se pubblicare o meno il disco, ma per chi compone c’è sempre un grande amore  per il  proprio lavoro (anche se magari fa cagare! Ahahah!), ci si affeziona a tal punto che lo vuoi far sentire a tutti e speri che le stesse emozioni che hai provato nel comporre siano sentite anche da chi ascolta. Ora mi sembra un po’ stupido continuare a nascondere quello che comunque già si sa. Mi è capitato nelle interviste per radio: mi fa sorridere quando mi chiamano “Cecilia”, mi trovo un po’ spaesata. Poi c’è stata anche la mano di Dooris Tozzi (di Artlovers Promotion) che mi ha spinta a provare… E insomma eccomi qua!

  • Cosa ti ha spinto a passare da produttrice ad artista?
    Artista mi ci sono trovata, sono molto curiosa e mi piace imparare, in questi anni passati a contatto con musicisti, strumenti, fonici e mixer, ho osservato attentamente e anche provato tutti gli strumenti che mi capitavano. Inizialmente ero troppo timida per osare, ma quando, dieci anni fa, il mio compagno Pier, (batterista dei Fusch! Fiub e Chaos Pysique) mi ha dato una tastierina per accompagnarlo alla batteria, be’ non c’è stato più verso di farmi smettere!
  • Qual è stato il passo più impegnativo che hai dovuto compiere per arrivare fin qui?

Se parliamo di Cecilia di impegnativo nulla: ogni volta che mi chiudo in sala prove c’è la magia e qualsiasi impegno, anche se passano ore, non pesa mai quindi non lo si sente mai come tale. Però un po’ di sfortuna magari sì, quella l’ho avuta: ho distrutto ben due schede audio e un portatile! E alla fine ho lavorato su un vecchio portatile che mi ha rallentato tantissimo…

  • Cosa ti aspetti adesso? Progetti futuri?

Non mi aspetto nulla, mi piacerebbe capire se “Mari e Venti” ha creato qualche effetto, anche negativo… E, per il futuro, sto lavorando già su un secondo disco: tramuto in una nota favola alcuni temi sociali, una psichedelica Cecilia cantastorie, altro viaggio bellissimo, che penso sarà pronto non prima di marzo 2018.

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