HEP ALIEN CLUB| GRAN TORINO: CHE FINE VUOI?

GRAN TORINO  come il film di Clint Eastwood, pieno di rabbia e di dolcezza. Come quella vecchia auto della Ford, che miscelava potenza ed eleganza. Come questo esplosivo duo bolognese dall’originale formazione che vede Daniele Berni alla voce e batteria e Marco Paradisi al basso e chitarra; un nome perfetto, scelto dai due per far “uscire allo scoperto” una band che in realtà, dicono, “esiste da sempre, come la nostra amicizia”.

Berni e Paradisi suonano infatti insieme dal 1998 ma solo nel 2013 hanno deciso di fondere le rispettive anime musicali in questo progetto che, dopo un intenso lavoro di scrittura ed arrangiamenti si è finalmente rivelato ad ottobre 2014 con la pubblicazione di “Albero e Terra”, l’album d’esordio, che ha permesso di scoprire una band dotata di grande comunicatività, un raffinato talento ed una devastante potenza rock.

Dopo il successo di “Albero e Terra”, il duo bolognese torna sulle scene nell’estate 2018 con un nuovo singolo: “Che fine vuoi?”, che anticipa il secondo album in uscita nel 2019. Quest’ultimo conferma lo stile della band, ma mostra contemporaneamente un’apertura verso suoni sintetici ed una più moderma sperimentazione che rende ancora più corposa la particolare attitudine rock dei GRAN TORINO.

 

 

 

 

Che fine vuoi?

Il nuovo singolo e videoclip dei Gran Torino da oggi

in anteprima esclusiva su I Think Magazine

 

La vita è un viaggio bellissimo fatto di canzoni che scandiscono ricordi e i ricordi sono il carburante per continuare ad andare. Vale sempre la pena scoprire nuovi orizzonti: quelli belli da raggiungere, quelli brutti da cui scappare e poi ricominciare. Tutto ha fine. Ma solo se lo si permette. Tu che fine vuoi?

Che fine vuoi?”: l’incommensurabile potere delle tempeste emotive e le loro conseguenze nel nuovo singolo dei Gran Torino

Il perfetto equilibrio del mondo evidenzia che nulla esiste senza il suo opposto: nero/bianco, ombra/luce, temporale/sole… Ogni lato oscuro ha sempre il suo contrario e sei tu che scegli il tuo percorso. Perciò tu “Che fine vuoi?”. Con questa domanda riprende anche il viaggio musicale dei Gran Torino, che proprio con il singolo “Che fine vuoi?” tornano quest’estate sulle scene, in attesa del nuovo album in uscita nel 2019.

Con questo nuovo brano i rocker bolognesi confermano il loro stile dolceamaro, ancora una volta fatto di contrasti, di dualismi che si risolvono nel loro alternarsi armoniosamente: rabbia e dolcezza, potenza ed eleganza, rock e melodia.

Che fine vuoi?” sublima un momento di massimo sconforto e ne mostra l’essenza ancora una volta in bilico tra due opposti: la totale distruzione e la creazione generatrice. Quando ci si trova dentro ad una tempesta può capitare di non aver la forza di reagire, di sentirsi alla deriva, inermi di fronte alla potenza di un destino apparentemente avverso. In quel momento ci si può lasciar andare oppure si può decidere di reagire, ricordandoci che la vita è sempre in grado di riservare delle sorprese.

E tu… che fine vuoi?

Guarda qui il videoclip:

https://www.youtube.com/watch?v=LsA8ggaa8I4

 

 

 

Link utili:

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YT – https://www.youtube.com/channel/UCG3tbNHK9EQrP-roYvwtzCg

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LA TRENZA BLANCA | SIMONE TEDESCHI: IL PARTITO DEMOCRATICO. ORIGINE, ORGANIZZAZIONE E IDENTITA’

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità di Simone Tedeschi

Simone Tedeschi presenta un saggio politico di ampio respiro, che riesce a soddisfare pienamente sia chi vuole approfondire una materia che già padroneggia, sia chi si approccia per la prima volta a un testo di politologia. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità ha uno stile chiaro e informativo, e fornisce al lettore meno esperto gli strumenti adatti alla comprensione dell’opera. Partendo dalla “preistoria” del Partito Democratico, e analizzando i fattori che hanno portato alle modifiche del suo sistema di pensiero e della sua struttura interna, il saggio prende in esame ogni tappa, contraddizione e svolta di un’organizzazione che ha visto tanti attori forti e in contrasto tra loro, e momenti di consenso generale e di disfatta. Un racconto che oltre ad essere accurato in ogni dettaglio riesce anche a interessare e coinvolgere con i suoi tanti spunti di riflessione.

 

Titolo: Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità

Autore: Simone Tedeschi

Genere: Saggio politico

Casa Editrice: Edizioni Epoké

Pagine: 180

Codice ISBN: 978-88-99647-58-2

Simone Tedeschi. foto1

 

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è un saggio adatto a tutti i tipi di lettori, dai più esigenti ai semplici curiosi, e che basa il suo discorso sulla genesi complessa e travagliata di un partito che si è trasformato e ha ridefinito i suoi confini nel corso degli ultimi undici anni. Simone Tedeschi si interroga sul percorso intrapreso dal PD, sulle spinte date dai diversi leader in campo, sugli scontri tra i vari esponenti del gruppo e sugli esiti di programmi e ideologie spesso in contrasto tra loro. Un saggio politico che si fa forte di una narrazione scorrevole che alleggerisce il peso dell’argomento trattato, e che stuzzica la curiosità di chi non conosce i retroscena dell’origine di un partito la cui storia è estremamente coinvolgente, qualunque sia il proprio credo politico. Tre sono le domande fondamentali che lo scrittore si pone nei sei capitoli dell’opera: quali sono le ragioni che condussero alla nascita del Partito? Quali modelli ha seguito il suo sviluppo organizzativo? Qual è la sua identità? Attraverso un percorso fatto di cronistoria e analisi politologica, Tedeschi va alla fonte della questione, riassumendo le tappe della formazione del “genitore” del PD, l’Ulivo di Prodi, che nel 1995 vide la luce nella coalizione tra ex-DC e ex-PCI, e che poi nel 2001 tornò in forze con la fusione dei DS e della Margherita in un nuovo progetto guidato da Rutelli, che però non riuscì a dare un modello stabile a un centrosinistra non ancora pienamente cosciente di sé stesso. Dalla narrazione dei propositi e delle sfide di ciò che è stato l’embrione del PD, si passa poi al vero cuore dell’opera: la nascita del Partito Democratico avvenuta il 14 ottobre 2007. Tedeschi racconta con esempi calzanti, tabelle e citazioni dell’insanabile spaccatura interna all’Ulivo del 2006, del centrale incontro di Orvieto, dell’elezione di Veltroni a Segretario del nascente PD, dell’approvazione dello Statuto, del Manifesto dei valori e del Codice etico del 16 febbraio 2008, fino ai passaggi di potere, che non poco hanno influito sul processo di istituzionalizzazione del partito, da Franceschini a Bersani e infine a Renzi con la sua vocazione alla “rottamazione”, e della dura sconfitta alle elezioni del 4 marzo 2018. Fondamentale e analizzato con estrema cura il discorso sui motivi che hanno portato alla nascita del Partito Democratico, sulla necessità avvertita da tutta la scena politica di un’alternativa concreta per dare prospettiva al centrosinistra (e quindi anche ai suoi naturali oppositori) e soprattutto stabilità al Governo. Una vocazione, quella del PD, di rifare l’Italia, di essere un partito inclusivo e democratico che riavvicinasse i cittadini alla politica, e che accogliesse in sé un pluralismo di interessi in un’ottica riformista. Una sfida che Simone Tedeschi ha raccontato e giudicato nelle sue luci e nelle sue ombre con grande professionalità.

 

«[…] Nei suoi 11 anni di vita il PD ha influenzato in maniera determinante la scena politica italiana: ha dimostrato grandi capacità di mobilitazione e di consenso; è stato protagonista di ben cinque esecutivi (trovandosi al governo per quasi 8 anni); con la sua stessa nascita ha contribuito all’evoluzione del sistema politico nazionale, incrociando i destini degli altri principali partiti. Non sorprende dunque se fin dalla nascita l’interesse intorno al PD sia stato sempre molto alto, tanto in ambito accademico quanto nella pubblicistica più generalista. L’obiettivo di questo volume è quello di mettere a sintesi quest’ampia letteratura, tentando un’analisi complessiva del percorso che dall’Ulivo ha portato al PD e alla sua evoluzione. Il punto di partenza attorno a cui si sviluppa il libro può essere riassunto in tre domande. La ricerca che ho condotto si sviluppa innanzitutto attorno ai “perché” del PD. Il primo grande quesito che ha investito il nuovo soggetto fin dal processo fondativo riguarda in effetti le sue ragioni profonde e può essere formulato così: quali sono le ragioni strutturali che hanno condotto alla nascita del PD? La seconda domanda verte invece “sull’organizzazione” ed è forse la più classica nella letteratura sui partiti. Afferisce in senso stretto agli aspetti organizzativi e può essere formulata così: quali caratteristiche ha seguito il percorso di strutturazione organizzativa e che modello ha effettivamente realizzato? La terza domanda si riferisce infine agli esiti del processo sotto il profilo “politico-culturale”. La domanda in questo caso è la seguente: qual è l’identità PD?».

 

 

TRAMA . Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità prende spunto dalla tesi di dottorato e dalle ricerche a essa connesse che ha svolto Simone Tedeschi presso l’Università di Pavia dal 2008 al 2011. La tesi si occupava solo della fase fondativa, mentre nel saggio si fa riferimento anche alle diverse tappe del processo di istituzionalizzazione del partito, e le caratteristiche politico-organizzative assunte poi stabilmente nella sua vita ordinaria. L’opera si compone quindi di una cronistoria ragionata della storia del PD a partire dalla fondazione dell’Ulivo fino alla sua nascita il 14 ottobre 2007 e nei suoi successivi undici anni di vita. Tedeschi si domanda cosa resta oggi delle ambizioni di un partito che voleva ridare consapevolezza di sé all’Italia, che voleva aprirsi al nuovo e restaurare una scena politica ormai anacronistica e corrotta. Il volume si sviluppa lungo sei capitoli, ciascuno dei quali ricostruisce prima le vicende sotto forma di cronaca per poi analizzarle dal punto di vista politologico. Il primo capitolo si concentra sulla “preistoria” del Partito Democratico, il secondo e il terzo si concentrano sulla fase fondativa, analizzandone i processi organizzativi e gli aspetti politico-programmatici, il quarto si occupa della fase di istituzionalizzazione, il quinto si occupa del PD nella sua vita ordinaria, e l’ultimo capitolo tenta di tirare le fila del discorso, componendo un’analisi complessiva dell’evoluzione del Partito in stretta connessione con lo sviluppo della democrazia italiana.

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE PER APPROFONDIMENTI

 

BIOGRAFIA. Simone Tedeschi è nato a Genova nel 1980. Ha conseguito la laurea in Filosofia Politica presso l’Università di Genova per poi collaborare dal 2007 al 2011 come assistente alla ricerca e alla didattica con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova e con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia. Presso il medesimo Ateneo ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza politica – Analisi comparata delle democrazie con una tesi sul processo fondativo del Partito Democratico. È stato Consigliere comunale a Tassarolo e dal 2009 è Assessore nel Comune di Novi Ligure con deleghe alla Cultura (fino al 2014) e, dal 2014 in avanti, al Bilancio, al Patrimonio e ai Tributi. È cofondatore di Epoké Ricerche e di Edizioni Epoké, la casa editrice di cui è attualmente Presidente. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è la sua prima monografia.

 

 

Rassegna stampa

http://www.dialessandria.it/cultura-eventi/presentazione-del-volume-il-partito-democratico-origine-organizzazione-e-identita-di-simone-tedeschi/78141.html

http://www.inchiostrofresco.it/blog/2018/04/23/partito-democratico-origine-organizzazione-identita/

http://247.libero.it/rfocus/35123445/1/presentazione-del-volume-il-partito-democratico-origine-organizzazione-e-identit-di-simone-tedeschi/

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LA TRENZA BLANCA| MALIA DELRAI: IVAN

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Ivan di Malia Delrai

 

Malia Delrai ci porta a vivere un amore senza precedenti, fatto di passioni e cadaveri lasciati a marcire. La profonda, bruciante passione di una ragazza, assassina semiprofessionista, per il serial killer più temuto di tutta la mafia russa, il suo idolo, il suo sogno proibito, la sua più grande ossessione. Una storia di amore e morte che dimostra una verità inoppugnabile: non è importante cosa una persona abbia fatto o cosa farà nel corso della sua vita, l’importante è trovare l’altra metà di sé stessa.

 

Titolo: Ivan

Autore: Malia Delrai

Genere: erotic suspance

Casa Editrice: Delrai Edizioni

Pagine: 450

Prezzo: 19,90 euro

Codice ISBN: 9788899960704

Template Grande formato

 

«[…] Forse lui l’avrebbe usata e buttata via, perché era questo che Ania era, una bambola rotta, un oggetto di piacere letale. Era nata per esserlo e soffrire ora non sarebbe valso a cambiare qualcosa, però gli avrebbe lasciato il segno delle unghie addosso, avrebbe solcato la sua pelle allo stesso modo dei tatuaggi che gli disegnavano il corpo. Se lui era assoluto, lei sarebbe stata l’estasi. Ivan Volkov era suo».

 

Malia Delrai, con il suo nuovo romanzo Ivan, ci conduce in un mondo sconosciuto, fatto di brutali assassini e passioni brucianti,  oltrepassando il labile confine tra la vita e la morte in una realtà in cui uccidere un uomo a sangue freddo diventa normalità. Lui, Ivan Volkov, uno dei più temuti serial killer della Russia, membro dei Lupi di Tambov, e lei, Ania Mikhajlova, la figlia dell’uomo che deve uccidere, il capo dei suoi nemici. E in una notte fatale comincia tutto, la notte in cui l’ossessione bruciante di lei, che le arde nel petto da anni, diventa anche quella di lui. Sono loro i protagonisti del nuovo, atteso libro di Malia Delrai, i due spietati assassini appartenenti alla mafia russa che ammaliano i lettori con i loro caratteri, la loro vita e la bollente passione che non può essere arginata. La scrittrice ci fa entrare nelle loro teste, nei loro desideri e nelle loro speranze fino a renderli parte di noi stessi. Due assassini che non si sono mai arresi a nessun nemico, che non hanno mai chinato il capo davanti alla canna di una pistola puntata alla tempia e che si ritrovano, invece, sconfitti dalla vita, dall’incapacità di provare pietà ed empatia davanti al sangue che tinge indelebilmente le loro giornate. Incapaci di provare umanità nei confronti degli altri, come nei propri. Due personaggi senza precedenti a cui la Delrai dona vita, narrando le vicende che li legheranno nel sangue e nella morte senza peli sulla lingua, descrivendo la vita e la passione, il mondo oscuro e pericoloso che li circonda nel modo più cruento e appassionato possibile, e con uno stile veloce e incalzante, in un flusso di parole, azioni e pensieri che cattura il lettore senza lasciare nulla all’immaginazione. Due caratteri forti, due anime gemelle, incapaci di dichiararsi sconfitti, nella vita come nei sentimenti, incapaci di alzare bandiera bianca in un’eterna lotta contro la vita e contro sé stessi. Una battaglia su tre fronti senza alcuna esclusione di colpi. Una guerra che l’autrice orchestra e descrive con dovizia di particolari, lasciando il lettore a sognare di una passione senza fine dove non conta cosa si è fatto nella vita ma chi si è.

Teaser trailer di Ivan di Malia Delrai

«[…] Ironico: il tatuaggio della Santa Muerte sul braccio sinistro sembrava fissarlo, per ricordargli la crudeltà con cui gli faceva pagare ogni scelta. Una vera stronza, pensò. Si leccò le labbra che scoprì secche e il sudore freddo che lo investì lo fece eccitare. Ebbe un’erezione e gli venne voglia di masturbarsi per poi lasciarsi andare all’oblio. Perché un uomo doveva avere un orgasmo prima di crepare ed essere ficcato in una tomba. Singhiozzò e vide un taglio netto aperto sul petto colare rosso. Porca puttana! Il vetro faceva proprio tagli netti, di una precisione chirurgica. Strinse tra le dita la fondina e si rese conto di trovarsi riverso sul pavimento in una pozza di sangue. L’odore era sempre lo stesso, proprio non se ne voleva andare. Perché? Chiuse le palpebre e mosse piano la testa. D’un tratto sentì un colpo sordo sfondargli i timpani. Non capì dove, ma trovò la forza di alzare il capo verso la direzione del rumore. Gli occhi non erano stati colpiti dai frammenti perché vedeva ancora, ma era sicuro di avere uno zigomo fuori gioco. La vista lo tradì, perché non riuscì a mettere a fuoco, l’unica cosa che gli parve di vedere fu un corpo massiccio corrergli incontro».

 

 

TRAMA . Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite. Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.

 

BIOGRAFIA. Malia è… be’, Malia. C’è poco da dire su di lei, la si deve conoscere a fondo per poterla definire in qualche modo: un po’ Pippi Calzelunghe, un po’ Cartesio, con un pizzico di Casanova e Saffo, mista a Baci Perugina. La sua vita è un continuo combattere contro le tentazioni del cibo e del comprare libri, ne è fortemente dipendente, e non esclude in futuro di poter aprire un gruppo di golosi anonimi e lettori indomiti. Un suo serio problema è scegliere tra scrittura e lettura, ma ha risolto in fretta aprendo una casa editrice: la Delrai Edizioni.

Contatti

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Link di vendita

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LA TRENZA BLANCA| ELISABETTA SABATO: VITE FRAGILI

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Vite fragili di Elisabetta Sabato

Vite fragili è un romanzo in cui è racchiusa l’esistenza di tanti personaggi, i cui destini si intrecciano e si perdono tra felicità inaspettate e dolori insopportabili. Una storia che riesce a essere delicata ma anche cruda, e che racconta senza fare sconti a nessuno i lati oscuri degli esseri umani, le loro fragilità, il loro arrancare in un mondo che spesso non viene sentito come casa. Partendo dalla storia di Alice, il romanzo procede narrando le vicende dei personaggi a lei vicini, per poi esplorare le vite di persone molto distanti da lei, in una sorta di enciclopedia delle emozioni umane in cui si può ritrovare una parte della propria natura e dei propri sentimenti. Un romanzo che si insinua sotto la pelle del lettore, che sa parlare al suo cuore di realtà crude, mettendo sempre al centro del discorso l’umanità nelle sue infinite, meravigliose e controverse sfumature.

Titolo: Vite fragili

Autore: Elisabetta Sabato

Genere: Romanzo psicologico

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 144

Codice ISBN: 978-8889008904

«[…] Sognava una vita ben lontana da ciò che quotidianamente viveva. Sperava un giorno di non doversi più nascondere dietro le sue maschere, di vivere in un posto caldo dopo l’alba e freddo di notte, con pochi vestiti, le mani rovinate dal duro lavoro nei campi, terminato poco prima del tramonto, e la serenità da dedicare alla lettura di libri intriganti, sotto il portico».

Vite fragili di Elisabetta Sabato è un romanzo sul significato stesso della vita, raccontato attraverso l’esistenza di persone divise tra loro da vari gradi di separazione, che in modi diversi cercano tutte di sopravvivere al faticoso cammino che intraprende l’uomo dalla nascita alla morte. Tanti sono i personaggi che agiscono durante la narrazione, portando il loro sistema di valori morali, o la mancanza degli stessi, e le loro difficoltà nell’affrontare le tante sfide della vita. Un romanzo coraggioso, duro e commovente, in cui si può respirare la forza dell’amore e del ricordo, l’impeto della violenza cieca, l’incomunicabilità di un momento storico in cui è sempre più difficile comprendere chi è diverso. Le vite fragili raccontate sono quelle di ognuno di noi, e pur nella crudeltà di molti degli episodi narrati è facile ritrovare un piccolo pezzo della nostra esistenza, delle nostre debolezze, del nostro egoismo. Con questa storia che tocca i punti più bassi così come i fulminanti momenti di illuminazione dell’agire umano, Elisabetta Sabato ci insegna a non dare nulla per scontato, che sia prendersi il tempo di guardare una foglia che cade o stupirsi di un raggio di luce che illumina il volto di chi ci dorme accanto. Il romanzo apre sulla storia di Alice, una donna che a causa della sua fragilità si è sentita costretta a indossare tante opprimenti maschere; un personaggio intriso di sofferenza ma anche di fantasia, che ama inventare storie sugli oggetti trovati nei mercatini dell’usato e che sogna una vita migliore in cui essere finalmente sé stessa.Vite fragili racconta del crudele destino di Alice a Villa Gustilla, delle macchinazioni di Nina e Linda, del coraggio di Iris e del dolore di Carlo. Nell’insensatezza del fato la scrittrice passa il testimone a Iris, erede del male di vivere e delle speranze di Alice: la storia prende nuove svolte, nuovi personaggi fanno capolino in questo atlante delle emozioni umane, e il viaggio in Africa di Iris diventa metafora della diversa prospettiva in cui si dovrebbe trovare la forza di guardare la vita, per comprenderla un po’ di più, e per comprendersi un po’ di più. È un romanzo molto attento alle donne, che si apre e si chiude su due di loro, diametralmente opposte pur se entrambe soffocate dal peso dell’esistenza. Dove Alice ci viene mostrata nella sua fragilità, nel suo entrare in punta di piedi nella vita altrui, sempre rispettosa e profondamente umana, il personaggio di Hamide ci viene proposto in tutta la sua crudeltà ed egoismo, nel suo potere distruttivo, nel suo sgretolare tra le mani il destino di un figlio che vuole solo essere accettato nella sua diversità. Un epilogo amaro attende il lettore, rischiarato dalla speranza che ogni dolore possa essere bilanciato da una vita orientata sempre verso il sole.

TRAMA. In Vite fragili si intrecciano storie pubbliche e private, che rimandano a temi profondi e attuali. Nel racconto di realtà crude ambientate spesso in tessuti sgretolati e talvolta privi di valori, si fa la conoscenza di personaggi intensi e drammatici, colti nei loro momenti di debolezza e di coraggio, di egoismo e di apertura al mondo. Le storie di Alice, di Iris, di Marco, di Renato, di Hamide e di tanti altri personaggi mostrano le infinite sfumature dell’essere umano, componendo il mosaico multicolore della vita, indagata da Elisabetta Sabato nei suoi molteplici e a volte inconciliabili significati.

 

BIOGRAFIA. Elisabetta Sabato nasce nel 1979 a Putignano (BA). Appassionata di poesia, pubblica diversi componimenti tra cui: Le cicatrici dell’intelligenza (in antologia poetica “Nuove voci – Navigando nelle parole Vol. 26” ed. Il Filo, 2007), Venezia (in “d’Acqua è il mio nome – Omaggio a Venezia” ed. Akkuaria, 2008), Lontano (in antologia premio Fortunato Pasqualino ed. Akkuaria). Nel 2008 la casa editrice Akkuaria pubblica una sua raccolta poetica dal titolo Un viaggio lungo un respiro. Nel 2018 pubblica Vite fragili, romanzo premiato con il 3° premio della Critica letteraria al Concorso Nazionale “Pescara-Abruzzo” ed. Tracce 2011.

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HEP ALIEN CLUB | ALKATRAZ FESTIVAL

Il Talent Scouting si tinge di Rock, dallo STONY PUB di Pontassieve (Fi) parte l’ ALKATRAZ FESTIVAL
Un meeting, un incontro per raccolta demo nuovi talenti, una rassegna musicale itinerante

La Toscana negli ultimi tempi è sempre piu’ terra di grande Musica. Non solo per i grandi Festival come Firenze Rock o Lucca Summer Festival, ma anche per la quantità di Rassegne, Feste della Birra e Sagre che prendono vita con l’arrivo del sole, nonostante leggi che vietano su e giù per L’Italia la musica dal vivo “elettrica” nei centri storici (vedi Como) o tutte le problematiche sulla sicurezza che invece di aiutare, sfavoriscono e rendono ingestibili per via dei costi manifestazioni sui generis.

Una delle realtà più attente alla musica live, ormai da 30 anni con la propria lungimiranza attività, è lo STONY PUB di Pontassieve (FI) una garanzia per gli amanti della muisca live, che nel tempo, contro mode e burocrazia, si è sempre dimostrato attento alle novità in questo Ambito.
Proprio per questo motivo, Alkatraz Management ha deciso di Scegliere lo STONY come Punto di Partenza della propria rassegna di Talent Scounting Itinerante.
L’agenzia di Management, capitanata dal buon Max Montanari, riprende la ricerca di nuovi talenti proprio dove questi devono dare il meglio di loro: I LIVE CLUB.
Per questo ha selezionato location adatte a far emergere il sound degli artisti per attenzione alla fonica, pubblico selezionato ed attento, location adatta.

Questo primo appuntamento che dà il la a molto altri che faranno seguito nell estate 2018, rappresente un esempio unico e raro per unire Interessati, adetti del territorio e local bands, come si faceva negli anni 90′.

La Giornata allo Stony inizierà con L’accoglienza dalle 15 alle 18 per presentare ai numerosi partecipanti l’attività di Alkatraz sul territorio e confrontarsi con associazioni dedicate alla promozione territoriale della Musica. Nello Stesso momento si raccoglieranno demo FISICI e Digitali di bands interessate a partecipare alle selezione che Alkatraz farà in inverno per i nuovi artisti che vuole inserire nella propria rosa live.

Dalle 18 alle 20 ci sarà il check  degli ospiti della serata che inizierà alle ore 21 con l’esibizione della band toscana REVOLUTION ZERO (promossa dall’associazione MUSIKAOS di Filippo Argenti) che Alkatraz ha avuto l’occasione di seguire e vedere live in occasione delle selezioni 2017 del #sanremorock&trend a cui si era affiliato come partner.
La Band fiorentina capitanata dalla potente e carismatica Martina La Rocca, presenterà il proprio materiale inedito e qualche cover riarrangiata.

Seguiranno due band Indipendenti italiane, da qualche mese in promozione sul territorio italiano, per promuovere i rispettivi prodotti discografici, disponibili in tutti i digital store:

MIKELESS (al secolo Michael Fortunati) Polistrumentista rock piacentino, con chiari riferimenti al cantautorato italiano, presenta in questo tour il disco “L’ONDA” uscito a Maggio 2018 per ALKATRAZ scrl / Magilla Edizioni Mus

icali ed in tour dalla 2nda metà dello stesso mese su e giu per lo stivale. Ormai al suo 5to lavoro discografico, Mikeless racconta in questo 4 pieces la storia della ricerca della magia della musica. Il Singolo “Breve Storia Triste” in Rotazione su 30 emittenti Radiofoniche web/Fm i 15gg precendenti la data, ha avuto ottimi riscontri e pareri positivi; A Fine giugno esce il 2ndo singolo “L’ONDA”. Lasciatevi travolgere dal Rock di Mikeless !

PROGETTO NOAH, Cosentini dal Sapore Mediterraneo, capitanati dal autore/compositore Tullio Cesario, reduci dall’album “Lettere Scarlatte” (distribuzione Alkatraz management) che daranno un saggio di come si può scrivere ancora oggi, poesia in lingua italiana, sull’amore e altre storie senza cadere nella scontatezza a cui il “pop commerciale” ci ha abituato.
I punti di riferimento musicale di Noah sono i gruppi musicali italiani contaminati dalla musica inglese e di Seattle anni ’90: Afterhours, Marlene kuntz, Ritmo Tribale Tante le collaborazioni eccelse in questo album a partire dalla copertina del formato fisico del disco opera di quel Roberto Gentili già collaboratore dei Verdena.

Dante, il proprietario e patron dello STONY PUB di Pontassieve (FE) dimostra anche in questo caso di vederci lungo e di supportare la cultura musicale Italiana che senza locali ed atteggiamenti così positivi e versatili, non troverebbe più posti dove esprimersi al meglio: bisogna solamente aprire le orecchie e ricominciare ad ascoltare col cuore !

Per Informazioni e prenotazione app.ti con alkatraz inviare mail a: media@alkatrazmanagement.it

Fb STONY PUB:  https://www.facebook.com/stonypub/
Fb ALKATRAZ: https://www.facebook.com/alkatrazmanagementbookingproduzionirock/
Fb: Mikeless https://www.facebook.com/MikelessOfficial/
Fb: ProgettoNoah https://www.facebook.com/progettonoah/
Fb: Revolution0 https://www.facebook.com/revolution0.rockband/

HEP ALIEN CLUB| TWENTY FOUR HOURS – ADRIAN

Twenty Four Hours – Adrian

Il videoclip promozionale del nuovo, sesto album “Close – Lamb – White – Walls” segna il ritorno della storica prog/psych rock band nazionale. Il brano è dedicato alla figura di Adrian Borland, geniale e sfortunato leader/singer/guitarist dei Sound, gruppo fondamentale del post-punk britannico anni ’80.

Genere: prog rock / psychedelic rock

Label: Musea / Velut Luna

Release Date: 25.06.2018

https://youtu.be/0ra_kBUzbBQ

Il testo di Adrian, pur riferendosi alle stelle del panorama musicale precocemente scomparse che vengono citate assieme ad Adrian Borland, è molto criptico e pieno zeppo di citazioni da famosi brani rock di gruppi storici e da testi del primo e dell’ultimo album dei Twenty Four Hours (The Smell of The Rainy Air e Left-To-Live).

Si va da Kill ‘Em All dei Metallica agli antichi lupi di Extasy, inedito della band risalente al 1985, fino ai comuni amori nascosti e frantumati. Ma ampio spazio è donato alle amiche capre più vecchie e pesanti, alleconfortanti campane spettrali e alla solitudine che, spesso temuta, aiuta invece molti di noi a cominciare ad amare se stessi come si deve.

Ma ci deve essere spazio anche per la Vecchia Fonderia Rossa e Il Crimine Perfetto o Il profumo dell’Aria di Pioggia, tutti titoli presi da album della band vecchi e nuovi, fino a chiudere con quello che forse è il brano più bello e rappresentativo dei Floyds orfani di Roger Waters, quella Learning To Fly un po’ apprezzata da tutti.

Il brano parte con un tipico tappeto di Mellotron memore di Strawberry Fields Forever e alterna parti dolcissime con esplosioni dinamiche da brivido e una parte centrale che volutamente ricrea le atmosfere deiCure.

Qualcuno ha detto che la voce di Robert Smith era assimilabile ad un uomo sotto tortura in una camera buia – afferma il cantante e tastierista Paolo Lippe – “Ecco… io ho cercato, cantando la parte centrale dopo l’assolo distorto di chitarra, di immedesimarsi nella tortura interiore che ha potuto soffrire uno come Borland nel momento esatto in cui ha deciso di farla finita in quell’assurda, atroce maniera. Il brano mi sembra possa essere definito come rappresentante della forma più moderna di Progressive, che non può prescindere dalla New Wave e dal Punk.”

Adrian, come tutti i brani dei Twenty Four Hours, ad eccezione di quelli del 4° album The Sleepseller, è stato ripreso e mixato/masterizzato con apparecchiature analogiche e pertanto mantiene il tipico calore di questi setup.

Grande attenzione è stata data al raggiungimento del suono più fedele e naturale possibile con limitazioni delle compressioni ed equalizzazioni e ripresa allo stato dell’arte, grazie alla maestria degli ingegneri del suono Andrea Valfrè e Marco Lincetto.

Credits: Regia di Michele Sartor, Direttori della Fotografia Michele Sartor & Marco Lincetto

Video e Fotografiaripreso il 29 Dicembre 2017 all’interno del Magister Recording Area di Preganziol (TV), ove è stato registrato e mixato il nuovo lavoro.

Il doppio album Close – Lamb – White – Walls

Il sesto album ufficiale dei Twenty Four Hours, storica band Psycho-Progressive italiana, è un album doppio, ispirato volutamente, nella forma e nella sostanza, ai quattro album bianchi più importanti della storia del rock:

  • Closer dei Joy Division

  • The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis

  • The Beatles (White Album)

  • The Wall(s) dei Pink Floyd

Come tutti i dischi della band, Close – Lamb – White – Walls è nato con un’anima “LIVE” durante libere composizioni e improvvisazioni alla Casa della Musica (FabLab) di Fano durante la Pasqua del 2017 per concludersi a Preganziol a Natale 2017 nella ormai “famigliare” Magister Recording Area di Andrea Valfrè, produttore assieme a Paolo Lippe di questo ultimo lavoro.

Andrea Valfrè ha curato su banco analogico (Soundcraft 3200) l’interminabile mixing dei due dischi, mentre Marco Lincetto ha eseguito, sempre in dominio analogico (Millenia Media e Maselec) la fase di mastering (APR – MAG 2018).

Il doppio album uscirà il 25 Ottobre 2018 contemporaneamente per 2 case discografiche:

 MUSEA per il mercato mondiale

 VELUT LUNA per quello Audiophile/HI-FI esclusivamente italiano

Twenty Four Hours

Scheda biografica: https://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

Website: https://paolippe.wixsite.com/twenty-four-hours

Eng Bio: https://en.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours_(band)

Facebook: https://www.facebook.com/24HoursRnotEnough/

Contatti

www.facebook.com/BlobAgency

antipop.project@gmail.com

Frank Lavorino 3396038451

ALMABEAUTY | Neve Cosmetics: Aeolian Summer Collection

Una collezione di mare e di luce

Isole eterne, gioielli di vita pulsante.

Primitive gocce di Sicilia emerse dal più blu dei mari.

Le Eolie d’estate sono musica e silenzio, notti abbaglianti e giornate blu cobalto.

L’amicizia del vento, le parole delle onde.

I baci del sole sull’acqua e sulla pelle.

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Aeolian Summer è la collezione estiva Neve Cosmetics che veste occhi e labbra con i riflessi delle isole. Aeolian Summer debutta il 22 giugno in un bellissimo cofanetto limited edition.

OMBRETTI IN CIALDA

Salina. Blu cobalto intenso vellutato con riflessi azzurri. Profondo ma trasparente… Come tuffarsi al largo con gli occhi aperti.

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Lipari. Platino trasparentissimo shimmer. La luce del sole sull’acqua.

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Panarea. Spumeggiante duochrome azzurro pervinca con riflessi bianco argento. Colore di sale, di onde che si infrangono.

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Filicudi. Duochrome nero con satinatura indaco. Il colore del mare dopo mezzanotte.

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Sunrise with Sea Monsters. Rosato trasparente con mille riflessi dorati, come una visione sul mare all’alba.

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