13 REASONS WHY

Per chi non sapesse di cosa sto parlando comincio col dire che 13 è un libro che narra le vicende della giovane Hannah Baker, teenager suicida.

Prima del folle gesto la giovane registra 13 casette dove spiega i motivi, o meglio fa i nomi dei “colpevoli” dandogli il compito di passarsele a mano a mano che le ascoltano.

Da questo hanno prodotto una serie tv (andata in onda su Netflix).

 

 

Ora, il libro in sé è stato bello, ma alquanto sintetico. Molte cose secondo me andavano sviscerate un pochino di più, proprio come ha fatto proprio la serie tv. Per esempio dando spazio alla lotta dei genitori di Hannah contro la scuola per avere delle risposte sulla morte della figlia, o degli intrecci tra i vari protagonisti. Nel complesso però è stato più crudo ed angosciante del libro, non si può non farsi prendere dalla disperazione e dalla tenerezza di Hannah come non si può non provare sdegno per alcuni personaggi.

 

Sbiriciando poi qua e là mi sono imbattuta in due correnti di pensiero differente: il primo si rifà al tema centrale, ovvero il bullismo e spinge perché se ne parli un po’ di più tra gli adolescenti e sinceramente non mi sembra proprio una cattiva idea. La seconda è per far passare il successo di questa serie per paura di emulazione, cosa che pare essere già capitata. Io penso che sia questa l’occasione per un uso di elettrodomestici, smartphone e quant’altro nettamente più consapevole. Perché spesso si sente che “il male” si annida proprio qui su Internet e trovo stupido dare la colpa alla tecnologia invece si insegnare e stare un po’ più dietro ai nostri figli. Molti genitori hanno un figlio “bullo” e non lo sanno, o peggio lo incoraggiano perché bulli a loro volta e non è di certo colpa di una tastiera collegata ad un monitor!

Allora forse varrebbe la pena fermarci tutti un minuto e dare più peso alla nostra famiglia o ai nostri amici o perchè no ai conoscenti ed alle problematiche che li attraversano, anziché ignorare e mettere la testa sotto la sabbia per poi dare la colpa a tutti pur di non darla a noi stessi.

Basterebbe soffermarsi un po’ di più su chi ci è affianco, osservandolo e vivendolo attentamente riusciremmo  a cogliere l’attimo in cui sembra in difficoltà e non riesce a venirne fuori. Rifletteteci…

CURRENTLY READING: GIULIANO SANGIORGI – LO SPACCIATORE DI CARNE

In barba al ponte del 1° maggio, finalmente un po’ di tempo da dedicare al “currently reading” dello scorso mese: LO SPACCIATORE DI CARNE.

lo spacciatore di carne

 

Leggendo che l’autore era uno dei miei artisti preferiti (Giuliano Sangiorgi dei Negramaro), mi sono detta che se scriveva romanzi come scriveva le canzoni non potevo non comprarlo… detto fatto!

Ho letto qualche review in giro prima di scrivere cosa ne penso, giusto per farmi un’idea un po’ più completa e debbo dire che in parte concordo sul fatto che “non è da Giuliano”.

Il fatto è che prima di leggere questo libro bisogna dimenticarsi di chi lo scrive, abbassare le aspettative ed affidarsi totalmente. Di fatto preso così com’è la storia è bella ed ha tutti gli ingredienti per appassionare: la storia d’amore, il malessere, rapporto genitori-figli, progetti folli….

Ma quello che, almeno a me, ha incollato al libro è la passione che c’è dentro, si respira e non ti molla fino all’ultima pagina. Struggente