CURRENTLY READING: GIULIANO SANGIORGI – LO SPACCIATORE DI CARNE

In barba al ponte del 1° maggio, finalmente un po’ di tempo da dedicare al “currently reading” dello scorso mese: LO SPACCIATORE DI CARNE.

lo spacciatore di carne

 

Leggendo che l’autore era uno dei miei artisti preferiti (Giuliano Sangiorgi dei Negramaro), mi sono detta che se scriveva romanzi come scriveva le canzoni non potevo non comprarlo… detto fatto!

Ho letto qualche review in giro prima di scrivere cosa ne penso, giusto per farmi un’idea un po’ più completa e debbo dire che in parte concordo sul fatto che “non è da Giuliano”.

Il fatto è che prima di leggere questo libro bisogna dimenticarsi di chi lo scrive, abbassare le aspettative ed affidarsi totalmente. Di fatto preso così com’è la storia è bella ed ha tutti gli ingredienti per appassionare: la storia d’amore, il malessere, rapporto genitori-figli, progetti folli….

Ma quello che, almeno a me, ha incollato al libro è la passione che c’è dentro, si respira e non ti molla fino all’ultima pagina. Struggente

A TU X TU CON…. CECILIA

Cecilia (Mariateresa Regazzoni all’anagrafe), dapprima produttrice musicale e poi artista, si presenta oggi con il primo estratto dal suo disco “Mari e Venti” dal titolo “23 dicembre” (il giorno in cui ha cominciato a lavorare al disco). Ha prodotto album di artisti come Dente e Ulan Bator… e come artista conta all’attivo cinque dischi con il gruppo Fusch! Seguite Cecilia da qui: https://www.facebook.com/Cecilia22122015/?fref=ts

  • Ma come nasce il progetto “Cecilia” ed il relativo album “Mari e Venti”?

Cecilia è nata per caso, con i Fusch! si era fermi, tanto che avevo deciso di lasciar perdere la musica per un po’, ma a un mese di fermo,  la notte  del  23 dicembre 2015, mi sono seduta alle tastiere, ho fatto un giro di note, mi piaceva quello che avevo fatto e ho cominciato a registrare la prima canzone, che ho chiamato appunto “23 dicembre” (uscito il 26 aprile come primo singolo dell’album). Questo disco per me è stato un viaggio bellissimo, mi ha fatto crescere,  mi sono sentita libera di esprimere tutto quello che sentivo e ho imparato a conoscere meglio i miei strumenti. “Mari e Venti” è lo scorrere di un filmato fatto di tanti altri piccoli filmati, frammenti di vita  tradotti in musica.

  • Perché la scelta di preservare l’identità fino ad oggi?

Forse perché avevo paura J No, scherzo, avevo semplicemente il timore che associando il mio nome a quello della Jestrai e ancor più a quello dei Verdena il mio lavoro avrebbe avuto magari più attenzione ma  l’interesse sarebbe andato oltre a quello che volevo trasmettere, poi certo mi sono anche chiesta se pubblicare o meno il disco, ma per chi compone c’è sempre un grande amore  per il  proprio lavoro (anche se magari fa cagare! Ahahah!), ci si affeziona a tal punto che lo vuoi far sentire a tutti e speri che le stesse emozioni che hai provato nel comporre siano sentite anche da chi ascolta. Ora mi sembra un po’ stupido continuare a nascondere quello che comunque già si sa. Mi è capitato nelle interviste per radio: mi fa sorridere quando mi chiamano “Cecilia”, mi trovo un po’ spaesata. Poi c’è stata anche la mano di Dooris Tozzi (di Artlovers Promotion) che mi ha spinta a provare… E insomma eccomi qua!

  • Cosa ti ha spinto a passare da produttrice ad artista?
    Artista mi ci sono trovata, sono molto curiosa e mi piace imparare, in questi anni passati a contatto con musicisti, strumenti, fonici e mixer, ho osservato attentamente e anche provato tutti gli strumenti che mi capitavano. Inizialmente ero troppo timida per osare, ma quando, dieci anni fa, il mio compagno Pier, (batterista dei Fusch! Fiub e Chaos Pysique) mi ha dato una tastierina per accompagnarlo alla batteria, be’ non c’è stato più verso di farmi smettere!
  • Qual è stato il passo più impegnativo che hai dovuto compiere per arrivare fin qui?

Se parliamo di Cecilia di impegnativo nulla: ogni volta che mi chiudo in sala prove c’è la magia e qualsiasi impegno, anche se passano ore, non pesa mai quindi non lo si sente mai come tale. Però un po’ di sfortuna magari sì, quella l’ho avuta: ho distrutto ben due schede audio e un portatile! E alla fine ho lavorato su un vecchio portatile che mi ha rallentato tantissimo…

  • Cosa ti aspetti adesso? Progetti futuri?

Non mi aspetto nulla, mi piacerebbe capire se “Mari e Venti” ha creato qualche effetto, anche negativo… E, per il futuro, sto lavorando già su un secondo disco: tramuto in una nota favola alcuni temi sociali, una psichedelica Cecilia cantastorie, altro viaggio bellissimo, che penso sarà pronto non prima di marzo 2018.

A TU X TU CON… ES NOVA

Gli Es Nova nascono nel 2016 con l’idea di sperimentare, più precisamente di fondere più mondi artistici insieme (musicale, pittorico, filosofico, psicoanalitico ecc…).

Da qui nasce il loro primo disco, “Hyperestasy”.

 

  • IL PROGETTO CHE PROPONETE È DECISAMENTE INSOLITO E INNOVATIVO PER I NOSTRI TEMPI, DA DOVE NASCE?

Ci sono senz’altro riferimenti nelle avanguardie dello scorso secolo che fanno da cornice al nostro modo di intendere la musica. Non ultimo Fluxus e la cosiddetta Free Improvvisation o Free Music. Nasce comunque dalla voglia di sperimentare l’altro lato del musicale inteso in senso commerciale, vale a dire, non il lato del prodotto ma del processo.

 

  • A QUALE TARGET DI PUBBLICO FATE PRINCIPALMENTE RIFERIMENTO?

Ad un pubblico amante dell’ascolto, che di certo preferisce sperimentare un’atmosfera immersa piuttosto che un momento di divertimento. Ai nostri concerti ci sono persone di ogni età, sia esperti di musica che attori, e pittori, così come amanti dell’ascolto e del suono.

 

  • QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE?

In senso musicale, senz’altro il blues, il synth pop anni ‘80 la psichedelia, Davis, le ricerche elettroacustiche e non ultime le teorie e i riferimenti legati alla musica improvvisata.

 

  • PARLATECI UN PO’ DI HYPERESTASY: COM’È NATO E COSA VI ASPETTATE CHE GLI ASCOLTATORI POSSANO COGLIERE AL SUO ASCOLTO?

Spereremmo possano cogliere loro stessi, che attraverso l’ascolto possano sperimentarsi diversamente e da tanti punti di vista, nella convinzione che siamo uno e molti, e che questo abbia un senso particolare proprio quando si produce o si ascolta musica.

 

  • AL GRUPPO DEI MUSICISTI AVETE AGGIUNTO IN MANIERA STABILE ANCHE UNA VISUAL ARTIST PER I VOSTRI LIVE: COME SONO STRUTTURATI QUESTI SPETTACOLI E DOVE POSSIAMO VEDERVI PROSSIMAMENTE?

Ogni spettacolo o serie di spettacoli ha un tema che ha fa da cornice alle nostre performance. Temi tratti dall’immaginario collettivo, come il viaggio per mare, Il caos, il timore e l’estasi… Altre volte, come nel caso di una performance all’interno di una galleria d’arte legata al neosimbolismo, abbiamo lavorato sul sonoro di Televion di Lacan, dialogando con i suoni e i piani scultorei di Loretta Militano. Altre volte ancora il pubblico è protagonista, portando in scena sogni e suggestioni oniriche che poi noi sonorizziamo e traduciamo in un altro linguaggio.

Porteremo in scena da maggio, insieme all’attore e regista Pietro Conversano, una serie di performance dedicate all’Inferno di Dante, recitate sullo sfondo di sonorizzazioni estemporanee. I prossimi appuntamenti saranno segnalati sul sito e sui vari social.

CAPOBRANCO: MIELE DI VESPA

Secondo singolo per il trio padovano dall’inconfondibile impronta funk rock, estratto dall’album Il grande zoo, acclamato dalla critica per il groove incisivo e il pungente sarcasmo dei testi.

Genere: funk rock

Label: Jetglow Recordings

Release Date : 21 aprile 2017

https://youtu.be/LJRoa5ddWf0

A pochi mesi dall’uscita dell’EP Il grande zoo, il Capobranco – trio padovano dall’inconfondibile impronta funk rock – lancia il video di Miele di Vespa, secondo singolo che succede a Il rock è fuori moda, estratto dall’album prodotto da Cristopher Bacco e pubblicato da Jetglow Recordings, acclamato dalla critica per il groove incisivo e il pungente sarcasmo dei testi.

Miele di vespa è una canzone un po’ atipica per noi, sotto molti punti di vista.” – afferma la band – “Nei nostri pezzi di solito prendiamo un aspetto della nostra società e lo analizziamo in modo scanzonato e sarcastico, cercando di far riflettere strappando un sorriso. Miele di vespa invece è una storia intima, personale: la storia di una disillusione. Non racconta necessariamente una vicenda d’amore, ma l’intensità e la purezza di un passato sentimento molto forte traspaiono proprio dall’amarezza delle parole con cui ci si rivolge adesso a qualcuno che in modo altrettanto forte ha deluso. E’ la disperata richiesta di sincerità a una persona la cui ipocrisia è stata ormai smascherata.

Allo stesso modo anche il sound della canzone rappresenta un’eccezione rispetto alla maggior parte dei brani del trio, caratterizzati da ritmiche tipiche del funk e basati sul consolidato groove tra basso e batteria. Miele di vespa è un rock più classico, con una ritmica più lineare e un ritornello cantato a pieni polmoni. “E’ difficile citare un gruppo di riferimento, proprio perché si tratta di una formula piuttosto tradizionale, ma nelle aperture di chitarra qualcuno ci ha sentito addirittura delle venature grunge e forse non ha tutti i torti.”

Il video è stato girato in sessioni separate: le riprese in cui la band suona dal vivo sono state effettuate al Laboratorio Culturale I’m di Abano Terme (PD), dove peraltro hanno fatto un concerto la settimana successiva. Le scene di Katia, la bravissima protagonista, sono invece state realizzate a Padova, per le strade della città e in un locale del centro storico. “Per inciso, quando sono state girate queste scene, in cui facciamo anche noi una piccola apparizione, il locale era aperto. Vi lasciamo immaginare le reazioni della gente, che si fermava per strada a guardare le riprese dalla vetrina. Ci auto-citiamo per descrivere come ci siamo sentiti: animali in un grande zoo!

Il Capobranco è al momento ancora impegnato ne Il grande zoo tour, che andrà avanti almeno per tutta l’estate. Il ritorno in studio per la lavorazione del terzo disco è previsto in autunno.

CREDITI

Prodotto e realizzato da Bmovie Italia

Con Katia Riparelli

Direttore della fotografia: Daniele Serio

Montaggio e Color Correction: Alice Lorenzon
Operatore: Mauro Corti

Scenografia: Sergio Bertin

Coordinatrice di Produzione: Alice Laverda
Trucco e Costumi: Anna Dalla Bona

Scritto da Matilde Composta da un’idea dei Capobranco
Un ringraziamento speciale a: Hendrix Bar (Padova) e Associazione Khorakhanè

Riprese effettuate presso:

Laboratorio Culturale I’m, Abano Terme

Hendrix Bar, Padova

Parco Europa, Padova

Contatti

www.facebook.com/iCapobranco

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CECILIA: IN ANTEPRIMA IL SINGOLO “23 DICEMBRE”

da oggi in anteprima su Rockit il videoclip “23 dicembre”, primo singolo estratto da “Mari e Venti

Circa due mesi fa, il 26 febbraio, è stato pubblicato il primo disco solista di Cecilia, “Mari e Venti”. Oggi finalmente sveliamo l’identità di questa artista così eterea, intimamente graffiante e fuori dagli schemi. Dietro il moniker “Cecilia” si cela infatti Mariateresa Regazzoni, fondatrice della Jestrai Record nonché attivissima e appassionata promotrice di artisti indipendenti da quasi vent’anni.

Già dal 2009 Mariateresa ha iniziato a presentarsi al pubblico anche come artista, cantante e tastierista, nella band dei Füsch, con la quale ha inciso cinque dischi (e nella quale agli esordi ha militato anche Amaury Cambuzat degli Ulan Bator). Alla fine del 2015, e precisamente il 23 dicembre, Mari/Cecilia ha quindi iniziato a dar vita e forma alle numerose idee che già aveva in cantiere per il suo esordio solista e così è nato il disco “Mari e Venti”, di cui “23 dicembre” è il primo singolo.

Mariateresa Regazzoni è anche l’ideatrice e artefice dello stralunato e psichedelico videoclip che accompagna il singolo e che da oggi è in anteprima esclusiva su Rockit.

Potete guardarlo da qui:

https://www.rockit.it/news/cecilia-jestrai-verdena-nuovo-video-nuovo-album-23-dicembre

 

Seguite Cecilia da qui: https://www.facebook.com/Cecilia22122015/?fref=ts

1984 movies: il nuovo album di Spectre.

 

Dopo la synthwave di “Miami”, uscito nel 2016, il produttore elettronico torinese torna a stupirci con un disco le cui sonorità virano decisamente verso la tech house pur mantenendo il legame con la musica anni ’80 divenuta ormai il suo marchio di fabbrica.

Genere: electro pop, tech house, synthwave

Label: Indastria Records

Distribuzione digitale: Indastria Records

Release Date: 10/04/2017

Streaming https://soundcloud.com/spectremusicproduction/sets/1984-movies

Dopo la synthwave di Miami, out nel 2016, Spectre torna a stupirci con 1984 movies, un disco in uscita il 10 Aprile 2017 sotto l’indipendente Indastria Records, le cui sonorità virano decisamente verso la tech house pur mantenendo il legame con la musica anni ’80 divenuta ormai il suo marchio di fabbrica.

Disponibile su tutte le piattaforme online, incluso il suo Bandcamp personale www.spectremusicproduction.bandcamp.com, 1984 movies è un disco electro pop pronto a far ballare chiunque lo ascolti e ad essere amato da chiunque ami questo genere e non solo, grazie all’approccio del produttore e DJ torinese, che viene arricchito da suoni e sfumature sempre diverse. Il suono dell’album si erge tra synth e approcci nostalgici ma freschi, pronti a ridefinire un percorso che si incanala verso un sentiero ricco di sfumature, passando dalla leggerezza di Electro (Remix) ai torni più cupi ed ipnotici della dark Lust (Remix). Spectre si conferma un produttore discografico che ha molto da dire e di cui avremo il piacere di ascoltare e ballare i prossimi lavori.

L’album è stato interamente registrato in camera da letto, così da permettere al produttore sabaudo di “addormentarmi con il minimo sforzo tra un brano e l’altro. Scrivere, registrare, mixare e masterizzare 1984 movies è stata per me un’esperienza immersiva, a cui pensavo in ogni minuto della giornata”.

Il singolo/videoclip di lancio è Electro (Remix), un brano synthwave house che secondo il suo autore “unisce le sonorità dei Daft Punk agli anni ’80”.

Electro (Remix) https://www.youtube.com/watch?v=F517IE9wPrw

Tracklist

1. Electro (Remix)

2. Overdrive (Remix)

3. 1984 movies (Remix)

4. Lust (Remix)

5. Oh! Eh! (Remastered)

Biografia Spectre, il cui vero nome è Aldo Sulotto, è un DJ e produttore di musica elettronica nato a Torino nel 1976. La sua musica affonda le radici nella TV e nei videogiochi degli anni ’80, alle cui sigle erano ispirate le sue prime esperienze creative, avvenute alle scuole elementari collegando un giradischi ed alcuni mangiacassette alla suoneria di un vecchio orologio digitale. L’amore per il demodè e il lo-fi caratterizzerà tutta la sua crescita, tra band punk che utilizzano campionatori e collaborazioni con realtà dark della scena torinese.

I padri spirituali del percorso musicale di Spectre sono molteplici e molto differenti tra loro: da The Cure ai Daft Punk, da Nick Drake ai Propellerheads e Fatboy Slim. Questa continua presenza di ispirazioni di diversa natura impregna il suo stile compositivo con una continua ricerca della sperimentazione, tra synth analogici e digitali, audio workstation, console da DJ, strumenti tradizionali e campioni di vecchie registrazioni.

Nel 2015 decide di dedicarsi completamente alla musica e comincia ad esibirsi nell’unico modo che ritiene possibile: i DJ set. Da questa svolta nasce Miami, il suo primo EP sotto l’etichetta indipendente Indastria Records, che uscirà nel 2016 ed otterrà un ottimo riscontro di vendite e critica, a tal punto da far diventare Spectre l’artista di punta della label. Con Miami, Spectre sfrutta tutto l’easy listening mai creato e le suggestioni sonore di telefilm e film come Supercar, Tron ed A-Team, per poi unire il tutto ad un personale concetto di techno house e synthwave.

Per aprile 2017 è prevista l’uscita del nuovo album 1984 movies, che vedrà questo accostamento tra retrò ed electronic dance music ancora più protagonista. È un disco molto atteso dalla sua fanbase, che porrà la massima attenzione alla tensione tra le sonorità minimali dei synth ad 8-bit e l’ipnosi elegante delle progressioni techno. Spectre suona anche in The Basement, un duo synth pop torinese con all’attivo due dischi (Beautiful Terrible del 2015 e Prelude del 2016) e un nuovo disco in uscita a giugno 2017: Renaissance. The Basement cominciano la loro carriera nel 2016 con l’apertura torinese ai francesi Derniere Volontè, per poi dedicarsi alla ricerca di una sonorità sempre in cambiamento, ma fortemente legata alla musica elettronica e al post-punk. The Basement sono Aldo Sulotto ed Alberto Appiano. www.facebook.com/ilikethebasement

Contatti

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http://www.iamspectre.com/#about

https://spectremusicproduction.bandcamp.com

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QUARZOMADERA – IL GREGGE

La rock band lombarda pubblica il terzo estratto dall’ultimo disco “Apologia del calore”: un no all’omologazione di massa, spesso favorita e incoraggiata dai media, e un sì all’autodeterminazione, anche nelle scelte quotidiane personali più piccole e apparentemente meno importanti.

Genere: alternative rock, stoner rock, cantautorale

Label: Discipline

Distribuzione fisica: Master Music s.r.l. (Piacenza)

Distribuzione digitale: Believe

https://youtu.be/r7ttRG97fEY

Si intitola Il Gregge il terzo videoclip/ singolo tratto dall’ultimo album dei Quarzomadera, Apologia del calore.

Il tema trattato è una forte critica sia nei riguardi di chi cerca di imporre le proprie idee ricorrendo ai metodi della forza, dell’arroganza e dell’oppressione, manipolando inoltre le folle con falsi slogan che nulla hanno in realtà a che vedere con il bene comune, sia verso chi segue ciecamente un tale leader senza spirito critico, lasciandosi assoggettare passivamente e non accorgendosi così degli inganni, delle false promesse e delle truffe che egli nasconde.

E’ un brano, quello del duo composto da Davide Sar (voce, chitarra, bass & keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria, percussioni), che esorta quindi a non farsi condizionare da troppi fattori esterni precostituiti dai quali ci ritroviamo talvolta accerchiati, ma piuttosto a seguire percorsi propri dettati dalla cultura, dall’approfondimento e dalla capacità di giudizio maturata attraverso le proprie esperienze: un no all’omologazione di massa, spesso favorita e incoraggiata dai media, e un sì all’autodeterminazione, anche nelle scelte quotidiane personali più piccole e apparentemente meno importanti.

Il nuovo videoclip si avvale della regia, della direzione della fotografia e del montaggio finale di Davide Flores (Gelsopan Studio), poliedrico artista di Monza (ora residente a Bari) che miscela scene girate in varie location, tra le quali una cupa zona aziendale dell’hinterland milanese, il suggestivo Carnevale di Putignano (BA), il tratto ferroviario Monza- Milano, una stazione del metrò di Milano e alcuni interni girati nel proprio studio.

Aggiornamenti sulle date dal vivo, info principali, notizie e molto altro ancora sul sito ufficiale della band

www.quarzomadera.it

Credits

Soggetto, regia, riprese, direzione della fotografia e montaggio: Davide Flores (Gelsopan Studio)

Riprese in esterni con Davide e Tony: Alberto Alessi (Looksound Multimedia)

Locations: quartiere aziendale di Cinisello Balsamo (MI), Carnevale di Putignano (BA), tratto ferroviario Monza – Milano, Metropolitana di Milano, Gelsopan Studio (Bari)

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